Corso ideazione progettazione locali pizzeria innovativi

Spazi “trasformisti”,  ispirati all’arte e allo spettacolo, dove la pizza diventa spettacolo,
la  naturalità parte dal seme e dalla farina, la pizza è creativa e “fai da te”,
e la classica focaccia incontra il vino e il design, e diventa tendenza.

Design e nuovi format per nuovi consumatori e prodotti di alta qualità: 
presentati a POLI.design – Consorzio del Politecnico di Milano
 i cinque progetti innovativi del corso di Alta Formazione
“Food Experience Design” dedicato ai nuovi spazi e locali pizzeria.

 

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Locali pizzeria “trasformisti”, anzi, cangianti,  ispirati all’arte, alla storia del design e allo spettacolo,  o dove sono la pizza e la sua preparazione a diventare spettacolo, dove la  naturalità parte dal…. seme, dove le pizze sono creativee  “fai da te”, e dove la classica focaccia incontra il vino e il design, e diventa tendenza.

Cinque nuovi format polifunzionali e di design che esprimono il potenziale di evoluzione dei locali pizzeria, che rinnovano il rapporto con la tradizione di questi spazi, e confermano il valore della qualità del prodotto, degli ingredienti  e dell’esperienza di consumo.
Sono le proposte innovative elaborate dai 26 progettisti italiani e stranieri che hanno partecipato alla terza edizione del corso di Alta Formazione in “Food Experience Design - Design per l’innovazione di spazi e locali pizzeria” di POLI.design - Consorzio del Politecnico di Milano.
Food Experience Design, che si è svolto dal 10 al 31 marzo 2010 è il primo corso di specializzazione per architetti, ingegneri, progettisti e designer che si rivolge a questo ampio settore del mercato della ristorazione. (www.foodexperiencedesign.it)

“Food Experience Design - Design per l’innovazione di spazi e locali pizzeria è parte dei corsi “Design Experience” di POLI.design, dedicati all’entertainment, all’ospitalità, alla ristorazione, al retail e all’outdoor, che prevedono un approccio ampio e globale alla progettazione, che parte dall’analisi dei diversi settori di mercato e della loro attuale evoluzione. -  illustra Nicola R.Ticozzi, Direttore dei corsi Design Experience di POLI.design - E’ il primo corso per progettisti che si rivolge a questo ampio settore del mercato della ristorazione dove stanno affermandosi nuovi stili progettuali e di arredamento, ma soprattutto si iniziano a ripensare le funzioni degli spazi e la proposta al pubblico.“

Borse di Studio da Sponsor Accademici per l’innovazione nel settore
I 26 partecipanti, provenienti anche da Colombia Ecuador e Messico,  hanno usufruito di Borse di Studio messe a disposizione dagli Sponsor Accademici Florim Ceramiche, Simas Aqua Space, Lanterna Alimentari Genova, e la linea di farine specializzate Le 5 Stagioni di Agugiaro & Figna Molini, che hanno contribuito al percorso formativo con la loro esperienza e conoscenza del settore  attraverso interventi in aula e visite alle realtà produttive e a realizzazioni di riferimento.

Lezioni, educational tour e 5 concept innovativi su una location prestigiosa 
Il corso si è sviluppato in 128 ore di ricerca e lezioni in aula ed educational tour a significative realizzazioni di locali e spazi innovativi a Milano.
Al termine del corso, guidati dagli architetti e docenti Gianpietro Sacchi, coordinatore del corso, e Marina Monteforte, i progettisti, hanno affrontato, divisi in cinque gruppi di lavoro,  un project work finale che prevedeva la ridefinizione virtuale dello spazio T35 dell’hotel di design Nhow di Milano, in Via Tortona. Ogni gruppo ha riprogettato l’area, di 300mq,  come locale innovativo con consumo di pizza.

“I progettisti hanno realizzato cinque concept diversi che hanno tutti intrinsecamente  gli elementi che potrebbero farli diventare progetti realizzati. – illustra Gianpietro Sacchi, coordinatore del corso - Hanno avuto un brief preciso, in particolare dagli Sponsor Accademici Agugiaro & Figna Molini e Lanterna Alimentari Genova. E, a partire dal prodotto, quindi con metodo innovativo, dato che solitamente si inizia riflettere sugli spazi, hanno immaginato cinque concept funzionali. I progetti hanno grandi valenze, e sono stati da noi verificati anche dal punto di vista della fattibilità e realizzabilità economica. Sono proposte che possono inserirsi a tutti gli effetti nel mercato attuale, considerandone l’evoluzione e le esigenze. Un altro aspetto interessante e molto attuale è che i concept sono stati pensati come format modulari replicabili, di cui il progetto pensato per Milano costituirebbe il punto vendita pilota. Emergono alcune tendenze comuni ai cinque concept, pur molto diversi tra loro e dotati di una personalità precisa e distinta, e queste possono essere considerate utili indicazioni sulle prossime direzioni di evoluzione - analizza Gianpietro Sacchi- In tutti i progetti sono state inserite una zona “fast” e una zona “slow”, ed è un aspetto importante perché un locale deve poter lavorare in maniera dinamica, e servire diversi tipi di utenza”, e tutti hanno inserito il bagno come un’area importante da integrare nel progetto, perché è un’area di relax, e un buon ricordo del bagno può contribuire ad un buon ricordo del locale. Sono tutti spazi pensati per produrre reddito, non esercizi di stile: grazie ad alcune proposte innovative individuate a partire dal prodotto, sono format in grado di soddisfare gli imprenditori più attenti. In tutti i progetti è stata data molta attenzione alla funzionalità, in tutti suoi aspetti,  e dal punto di vista dei costi sono locali “nella norma”, senza eccessi di spesa, che non superano cioè l’investimento necessario per aprire una pizzeria tradizionale.”

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“Quando partecipo alle presentazioni dei corsi Food Experience Design –afferma Marialetizia Mele, responsabile comunicazione di Lanterna Alimentari Genova – resto colpita e ammirata dal livello dei lavori, belli, innovativi e in molti casi anche… divertenti, che vedo svilupparsi, nei pochi giorni che separano la fase di revisione dalla conclusione, da idee a progetti finiti, curati e compiuti. E’ stato molto interessante essere coinvolta e ricevere gli stimoli che emergono dalle vostre riflessioni. Ringrazio i progettisti che hanno voluto accogliere i nostri spunti progettuali, traducendoli tra l’altro in concept che esprimono perfettamente lo spirito con cui Lanterna Alimentari Genova guarda a questa iniziativa e, inoltre,  molto realizzabili. Apprezzo  il design, la ricerca dei materiali e dell’immagine coordinata, elementi chiave per gli operatori, e aspetti fondamentali per il successo e la produttività dei locali. Vi ringrazio, e complimenti a tutti.”

“ Il prodotto pizza merita alcune osservazioni, molto attuali, che trovano conferma anche nel modo in cui i progettisti lo hanno affrontato in questi concept. – commenta Carlo Meo, sociologo dei consumi e docente del corso - Il primo è che la pizza è una cosa seria, dove si può innovare, ma non si può scherzarci su.
La seconda osservazione è che oggi il locale deve essere capace di segmentare il suo pubblico, perché la pizzeria che va bene per tutti non esiste più. La terza osservazione è che la pizza, se è fatta bene, è un prodotto molto moderno, molto coerente con i criteri del mangiare sano, leggero, equilibrato. E, aspetto molto importante, è un prodotto contemporaneo che unisce i valori della tradizione alla modernità del gusto, e non ultimo, un equilibrio tra qualità e prezzo che oggi è una delle guide all’acquisto.”

Desidero  complimentarmi con gli organizzatori del corso – ha dichiarato Beppe  Francese, specialista del settore e autore della  guida “Pizzerie d’Italia” – Ho esperienza di gestione di locali pizzeria dal  1968 e ho vissuto direttamente l’evoluzione di questo settore. Quando  sono nate le prime pizzerie, dovevano chiamarsi Grotta Azzurra o Bella  Napoli, nomi che si collocavano direttamente nella tradizione  napoletana, perché altrimenti non avrebbero attirato i clienti. Oggi vedo qui  giovani progettisti che si perfezionano per occuparsi dell’attualizzazione di  questo format che tutto il mondo ci invidia, a cominciare dalla denominazione e dal logo. E POLI.design  ha dato vita ad un corso per architetti dedicato ad un settore che ha "globalizzato" il palato di tutto il pianeta. Ritengo importante che a progettare il  futuro di locali ricettivi come le pizzerie siano i giovani. E sono stati bravissimi perché, hanno  saputo interpretare il cambiamento degli scenari che ci  attendono, e indicare una nuova strada. Oggi nessuno vuole più entrare in un pubblico esercizio dove il gestore ha progettato  il bancone, l’arredamento, il colore... Attualizzare il format pizzerie, per offrire una buona pizza in un ambiente  di  design, è senza ombra di dubbio un elemento importante  per  uscire dalla crisi che oggi coinvolge anche le pizzerie più classiche e  tradizionali italiane.

“Vi ringrazio per aver ascoltato alcuni miei suggerimenti dati durante la fase di revisione, ad esempio sulla funzionalità dei locali e sui percorsi del personale di servizio- commenta Francesco Zazzera, giornalista specializzato – Dato il livello di questi progetti, la loro realizzabilità e l’attenzione data agli aspetti operativi, sarebbe giusto che incontrassero gli obiettivi di imprenditori in grado di realizzarli.  E’ auspicabile che abbiano molta visibilità sui media specializzati, in modo che possano essere di stimolo per i gestori e per il mercato e  che possano trasformarsi in un’opportunità professionale per i progettisti,”

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Questi i cinque concept sviluppati:

“Semiseri”  di Regina Serena     
 (Serena De Fazio, Andreas Boccone, Francesco Casadio, Silvio Di Monaco,      Pietro Di Raimondo)

L'identità progettuale di Semiseri nasce dalla volontà di ricongiungere con ironia l'uomo alle verità della terra, testimone moderno di una memoria del fare, come il luogo in cui non ci sia altro tempo da rispettare se non quello dettato dalla naturale trasformazione dalla materia prima al prodotto di qualità accessibile a tutti. Il locale offre, ad un target ampio e sensibile ai temi della sostenibilità, pizza e birra: non il semplice abbinamento di eccellenze tradizionali, ma come duplice declinazione della lavorazione del seme di cereale, che può essere macinato o trasformato in birra. Semi diversi hanno sapori dfferenti, e stimolano riflessioni ed esperienze sensoriali differenziate.
La teoria dei piani lineari orizzontali in legno fossile, che all'interno si proietta a formare i banconi bar-panetteria ed i piani di spillatura birra, all'esterno si sprigiona in  una zona dehor rarefatta e punteggiata di semi fuoriscala e sacchi di farine Le 5 Stagioni.
Il cliente di Semiseri partecipa alla magia di una nascita scandita dal suo tempo naturale. Tutte le fasi del processo di panificazione, dall’unione delle materie prime alla lievitazione, fino alla cottura, vengono comunicate attraverso l'annullamento della divisione tra back e front: il laboratorio di preparazione è visibile attraverso un diaframma in cristallo sul quale ogni giorno vengono proiettati i tempi delle lievitazioni in atto e indicate quantità e qualità delle farine Le 5 Stagioni. Entrambi i forni, elettrico e a legna per le produzioni continuative di pani e pizza, si elevano nella loro semplice purezza monolitica definendo con la loro centralità il baricentro spettacolare e pulsante del locale.   
All'interno, i concetti di incontro, intersezione tra sapori, valori tradizionali e sensazioni cromatiche si traducono in una geometria compositiva ispirata alla trama intrecciata del cesto, paradigma di contenitore artigianale: l'intera controsoffittatura è un unico velo retroilluminato bianco e, attraverso estrusioni e sottrazioni progressive di volumi modulari quadrati,  forma un disegno decorativo e plastico che unisce tutte le funzionalità delle zone, veloce, d'asporto e consumazione, angolo bar, zona ristorazione e banco-birra. Lo stesso criterio dell’intreccio è ripetuto tramite forma e giustapposizione dei componenti degli elementi d’arredo: l’ambiente appare “tessuto” da elementi di legno e cristallo attraverso la reinterpretazione moderna della tradizionale juta. 
La pavimentazione in gres strutturato ruvido, serie gray finish strutturato di Florim, contribuisce alla connotazione tattile, così come il design degli arredi mobili: le sedie-separè scandiscono l’intimità accogliente intorno ai tavoli in legno, dove i semi riempiono i solchi grafici resinati e rasati, rendendo ogni pezzo unico.
L'illuminazione diffusa e dimmerabile accentua ogni punto del locale e suggerisce cromaticamente i percorsi, mentre un'illuminazione puntuale delinea i banconi di somministrazione.
La zona di somministrazione veloce “Vai”, l’esposizione, la vendita e la birreria sono immediatamente accessibili dall’ingresso; il laboratorio di preparazione e la zona di ristorazione “Stai” si sviluppano longitudinalmente allo spazio. I percorsi sono fluidi e immediatamente intuibili.
I servizi igienici sono parte integrante del progetto e sono proposti con sanitari Simas e rubinetteria ST dalle forme accattivanti, curve come il seme di cereale. Non prevedono la distinzione in due spazi divisi per sesso, ma un unico ambiente che vede al centro dell’area un corpo con i lavabi.

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IF . Focaccia italiana” di Tac.co
(Alessandra Bernasconi,Monica Rocio Bohorquez Galvis, Marilena Bufalino Maranella, Antonella Impellizzieri, Rosaria Invernale, Rossella Liparoto)
IF è un locale pensato per la valorizzazione della focaccia italiana all’estero, consumabile a tutte le ore, e servita a strisce, come nella tradizione genovese.
Si rivolge ad un target di professionisti e di protagonisti del mondo della moda, del design e dell’immagine, adulto, eterogeneo, esigente, sempre in movimento e senza orari.
La versatilità, la possibilità di essere consumata calda, fredda o tiepida e la facilità di preparazione con l’uso di semilavorati di Lanterna Alimentari Genova permette il consumo di focaccia a tutte le ore.
Il tipico modo ligure di servire la focaccia, a “striscia”, caratterizza tutti gli elementi del concept: dalla distribuzione del prodotto al disegno del piatto, degli elementi di arredo, delle decorazioni, del packaging e delle divise. Il locale prevede  fruizione self, servizio ai tavoli o a chiamata.
Durante gli orari di apertura del locale, dalle 7 alle 24, si può gustare la focaccia  velocemente, appoggiandosi a banconi alti e su sgabelli, sedendosi al tavolo o in modo ancor più rilassato accomodandosi su divani. Durante la chiusura resta sempre attivo il servizio in camera per gli ospiti dell’hotel Nhow, ed è disponibile per la clientela esterna un sistema automatizzato di take away.
Interno ed esterno interagiscono per diventare spazio unico: le vetrine si trasformano in cubi di vetro visivamente sospesi, con serramenti apribili in occasione di eventi. Alcuni elementi come la cassa e il bar “sfondano” la facciata principale per il duplice uso all’esterno e all’interno. Il perimetro rompe il rigore del prospetto dell’edificio risultando così sfaccettato.
Una parete di fondo bianca, marcata da fasci di luce e attraversata da una striscia in corten separa l’area funzionale del blocco cucina/bagni dall’area commerciale di vendita e ristorazione.
Le focacce di Lanterna Alimentari Genova, parzialmente cotte e poi surgelate, stoccate in cucina,  sono scaldate nei forni elettrici e in 10 minuti sono pronte.
La focaccia destinata ai tavoli viene tagliata e preparata sui piatti in cucina, e servita attraverso la bocca centrale sulla parete di fondo; per il self service la focaccia viene tagliata in strisce di 5 x 60 cm ed esposta fragrante sul bancone.
I tavoli sono pensati in multistrato laccato bianco con fresata centrale per accogliere il lungo “piatto” modulare, a misura della striscia di focaccia,  in legno naturale opportunamente trattato per il contatto con alimenti.
Le sedute sono Parri modello Hooplà per sedie e sgabelli, Dedon Slimline in fibra sintetica per divani interni ed esterni.
Luci Big Bang Foscarini sospese illuminano in maniera diffusa l’area ristorazione; sul bancone sono inserite luci d’accento.
Il banco bar è disegnato da fasce di verde verticale ed elementi in corten. La pavimentazione in sala è di tonalità chiara serie Tessuti mélange color sabbia di Florim, così come per l’antibagno; i rivestimenti sono di colore bianco linea Floor Gres serie Less di Florim. Le ceramiche sono di Simas Aqua Space linea Frozen e Flow.
Tra i bagni e il locale è prevista un’area filtro con lavamani, che prosegue lo  spazio di ristorazione, con continuità di materiali.

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“Fugassa_ focaccia e vino”  di DAIgroup
(Carmela Bova, Annalisa Fazio, Gabriela Marcia Ponton, Massimiliano Sebastiani, Cecilia Vallesi)

Fugassa è un concept ideato a partire dai prodotti semilavorati di Lanterna Alimentari Genova e si rivolge ad una clientela curiosa di sensazioni, emozioni ed esperienze sempre nuove.
Il locale esalta la classica focaccia genovese rendendola base ed elemento di unione tra una gamma di vini DOC e prodotti D.O.P. italiani, come salumi e formaggi.
L’innovazione del format  si esprime nella parte del locale adiacente alla cucina riproponendo il kaiten giapponese, il nastro rotante su cui scorrono piattini già pronti di sushi,  per un pasto veloce che mantiene elevata la qualità del cibo.
 Il tradizionale servizio al tavolo è invece previsto in prossimità delle vetrate di Via Tortona, che diventano spazi confortevoli e raccolti per due persone.
Il locale integra funzionalità, perchè tutti  gli spazi sono stati studiati per facilitare la distribuzione  da parte del personale e per massimizzare gli spazi a favore dei visitatori, fruibilità, perchè i percorsi e i servizi sono accessibili a qualsiasi tipo di utente, innovazione, perché propone un sistema orientale per un piatto tipicamente italiano ed esperienza, che regala ai fruitori del locale.
L’accesso avviene attraverso due aperture contrapposte dalle quali si intravede il bancone prismatico che rappresenta il fulcro del locale.
La sua forma permette di aprire lo spazio e di ospitare al suo interno un operatore che offre diversi tipi di vino in abbinamento ai piatti che scorrono lungo il nastro.
Il bancone è realizzato con materiali Floor Gres di Florim, lastre in gres color carbone per la pavimentazione, di Casamood e le lastre Gloss Color silver per le pareti, collezione Floor Gres.
Il perimetro è attrezzato con un sistema di americane sospese, e la zona di consumo si presta ad essere modificata con grande flessibilità, permettendo il montaggio di sistemi di illuminazione diversi e strutture per differenti esigenze, come casse acustiche, schermi al plasma, teli per proiezioni.

All’interno dell’ambiente bagno si trovano sei cabine bagno di cui una per disabili, un vano con fasciatoio e un ripostiglio dove depositare i prodotti per la pulizia dei servizi.
Per i sanitari è stata utilizzata la linea Frozen di Simas Aqua Space dalle forme squadrate.
L’arredamento, le stoviglie, il tovagliato e gli indumenti del personale, anche acquistabili nel locale, sono stati disegnati in sintonia con il design degli interni.

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“How - non conventional pizza”di Feel Food
(Diego Giovannenza, Vittoria Quaranta, Niccolò Sequi, Valentina D’Angelo, Gabriella Bruno)

Andiamo a mangiare la pizza? Me la preparo io!: How è la prima pizzeria “fai da te” destinata ad una clientela non convenzionale di tutte le età, dove i frequentatori possono assemblare la propria “pizza perfetta” all’interno di un percorso ludico-culinario che rappresenta di per sé un’esperienza di intrattenimento.
Il cliente, autore del processo di preparazione della pizza per quanto riguarda la scelta della farcitura, viene supportato dei pizzaioli del locale che si occupano della stesura della pasta e della cottura della pizza nel tradizionale forno a legna.
All’ingresso il cliente riceve grembiule, cappello e guanti e sceglie la base di pizza da utilizzare, bianca o rossa, con pomodoro,  per poi dedicarsi ai due grandi banconi che troneggiano al centro del locale e che contengono gli innumerevoli ingredienti, suddivisi per tipologia, con cui condire la propria pizza: dai formaggi ai salumi, dalle verdure al pesce. Le basi sono ottenute sia con la focaccia di Lanterna Alimentari Genova che con la pizza tradizionale prodotta con la farina Le 5 Stagioni di Agugiaro & Figna Molini.
Terminata la preparazione, prima della consegna ai pizzaioli per la cottura, si procede alla pesatura della base farcita per determinarne il prezzo.
Ad accompagnare il cibo vengono offerte a prezzo fisso bevande alla spina con la formula del refill libero.
Per accontentare le differenti esigenze della clientela sono state progettate una zona Fast, che favorisce la socializzazione,da 44 coperti, in prossimità dell’entrata ed attrezzata con sgabelli e tavoli alti ideali per un pasto veloce, ed una zona Slow, che favorisce la convivialità,da 76 coperti, che si sviluppa intorno alla zona cottura con forno a vista ed è concepita per offrire al cliente funzionalità e comodità.
In entrambi i casi è previsto che i clienti siano liberi di muoversi senza l’ingombro di giacche, borse ed effetti personali, che possono essere riposti nelle pratiche sedute-contenitore dislocate su tutta l’area.
Particolare attenzione è stata dedicata alla scelta di materiali e colori, che re-interpretano la tradizione in chiave moderna.
Pavimentazioni e rivestimenti sono realizzati con piastrelle in gres porcellanato della linea Neutra di CasaMood, Gruppo Florim, nelle tonalità cemento per le sale, bianco e carbone per i servizi igienici.
I sanitari della linea Flow di Simas caratterizzano i bagni, concepiti come spazi funzionali di facile accessibilità e utilizzo per tutti.
Forme morbide, semplici ed innovative allo stesso tempo, atmosfere sonore e  ambienti ben illuminati e confortevoli sono gli “ingredienti” che contribuiscono a creare la magica atmosfera di questo locale.

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Pizza experience”  di Take Five
(Barbara Fasci, Giordana Gialdi, Roberta Marcantonio, Lidia Migliaccio, Rossella Panetta)

Pizza experience – locale pizzeria, lounge, shop, spazio espositivo aperto dalla colazione a dopo cena,  propone la pizza nella sua declinazione più tradizionale,  un alimento essenziale che ha saputo adattarsi ad ogni epoca e moda per  semplicità e gusto.
Lo scenario nel quale s’inserisce la pizza è invece dinamico e cangiante, in continua evoluzione, perché propone allestimenti differenziati alternati nelle stagioni, seguendo lo sviluppo di quattro periodi storici: anni '50, '60, '70, '80, articolati sui temi del design, del cinema, della moda e della musica.
La serata di apertura e quella di chiusura della stagione rappresentano un evento in cui il pubblico viene coinvolto e partecipa, con abbigliamento, accessori o in altri modi,  alla rappresentazione scenografica dei diversi periodi.
Il processo produttivo della pizza, con farina “Le 5 Stagioni”, è mostrato in tutte le sue fasi di lavorazione su un bancone circolare al centro del locale.
Un grande contaminuti digitale indica il tempo mancante alle 24h necessarie alla lievitazione dei panetti di pasta per pizza, esposti come in una preziosa vetrina nel bancone refrigerato.
Le pizze proposte sono le più classiche, servite su piatti ergonomici studiati ad hoc e si consumano non seduti ad un tradizionale tavolo, ma più liberamente, in tutto lo spazio del locale. I clienti possono scegliere la seduta e il tavolo di design che preferiscono, oppure possono consumare la pizza in piedi attraversando il percorso espositivo, tra installazioni e proiezioni.
I materiali di rivestimento sono neutri ed essenziali, la combinazione delle collezioni Lavagna Black black&white, Less/white, Carta riso/R9, Chroma melange dark grigio, Box black e Box white di Florim èesaltata da giochi di luci colorate e lampade rappresentative dell'epoca in oggetto; così come gli arredi e le divise dei camerieri, anche la musica accompagna gli avventori creando l'atmosfera adatta all'ora del giorno e al momento storico rappresentato.
L’area bagno, in linea con il resto del locale, prevede sanitari Simas, serie Bohemien collection.
Il locale prevede anche uno spazio di vendita gadgetcon immagine coordinata e kit da asporto “Le 5 Stagioni” di Agugiaro & Figna Molini per la preparazione della pizza, all'interno del quale si possono trovare gli ingredienti base: farina “Le 5 Stagioni”, acqua e sale, già dosati, e la ricetta per prepare una pizza di qualità anche a casa, nelle versioni Pizza e tradizione, Roma, Pizza Crock. E' possibile anche acquistare separatamente ingredienti preconfezionati per il topping.

In marzo 2011 la quarta edizione del corso in Food Experience Design dedicato ai Locali Pizzeria
La quarta edizione del corso si svolgerà dal 21 marzo all’8 aprile 2011 e si rivolge ad architetti, progettisti, designer italiani e  stranieri.
Il corso, di 120 ore, prevede lezioni teoriche, esercitazioni e project work con docenti del Politecnico di Milano e specialisti affermati nei diversi ambiti tecnici, tecnologici, sociologici ed imprenditoriali.

Per saperne di più: POLI.design – Daiana Bossi - tel 02.23997275 - formazione@polidesign.net    www.foodexperiencedesign.it
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